benvenuto nel blog VAUI!
“anonimo”
ABBIAMO BISOGNO DI AULE APERTE!
Tanto spazio e aule chiuse a chiave. Che spreco…
“VAUI”
Sicuramente le aule chiuse, i bagni con chiave, le prese per portatili, gli armadietti…
insieme a un laboratorio plastici, scanner in biblioteca, macchinetta caffè in chiostro, le “turbine-condizionatori” assassine dei ligabue, aula con apertura notturna…
sono molte delle PICCOLE cose che migliorerebbero sensibilmente le ottime strutture che già possediamo.
I cambiamenti si possono fare, infondo le trasformazioni si sono fatte e si continuano a fare, solo che il più delle volte sono in “negativo” per gli studenti.
magari è aumentata la qualità delle strutture e i luoghi “puliti” (ligabue)… ma giustamente come dici tu “se non posso, o addirittura ancor peggio ho paura di usarli.. a che cosa mi servono?”
Oltre a queste richieste materiali importantissime ,crediamo ci sia soprattutto un qualcosa alla base che non funzioni tanto bene…
questo qualcosa condiziona inevitabilmente noi studenti, rischia di mettere in secondo piano lo studio dell’Architettura e ci fa vivere un’università estremamente accademica e asettica, un luogo in cui il pensiero primo diventa “il come fare a uscire fuori di qui in fretta con il massimo dei voti” piuttosto che quella della formazione di un Architetto.
L’importante ora è uscire da questo circolo vizioso di “castramento” antiproduttivo!
“VAUI”
sfruttiamo il momento favorevole! molto fiero che finalmente nei corsi si parli dei problemi dell’università..
noi, come gruppo di studenti di laboratorio ci siamo riuniti e abbiamo deciso di inviare una lettera a senato preside e rettore, per chiedere spiegazione di una didattica cosi frammentata, che non ci lascia spazio per approfondimenti esterni alle ore di didattica frontale. (nemmeno il tempo per andare in biblioteca o parlare tra di noi) chiederemo un’aula base dedicata al laboratorio, con armadietti dove riporre plastici e materiali del corso, chiediamo inoltre che venga prolungato l’orario di apertura della sede, e uno spazio ai magazzini autogestito sempre aperto e disponibile a tutti gli studenti.
invitiamo tutti a sollevare le problematiche all’interno dei singoli corsi e rigirare le vostre richieste a questo indirizzo info@vaui.it, su questo blog o, se preferite le vie lente istituzionali a sds@iuav.it
sarebbe interessante arrivare ad avere per ogni corso un referente che raccolga le idee!
con altri studenti si parlava anche di organizzare una notte bianca su esempio ca foscari, magari visto che siamo allo iuav con elaborati un po piu “materiali” ad esempio workshop o gruppi di lavoro installazioni, mostre, cartelloni-manifesti, occupazioni di spazi pubblici ecc..
a roma ad esempio ci sono molte attività di questo genere.. si puo anche buttare gli occhi fuori a vedere come si muovono gli altri.
“Nicolò”
bisogna portare i reali bisogni e le necessità dello iuav sotto gli occhi di tutti!
Una delle più importanti università di architettura come la nostra NON PUO’ NON avere degli spazi destinati ad aule studio! è incredibile, a siviglia per dirti c’è un’aula studio aperta 24 ore al giorno 365 giorni all’anno, con videosorveglianza. gli studenti hanno a disposizione tavoli con 4 prese pc per tavolo e banchi per plastici. allo iuav l’aula studio è “itinerante” a seconda delle disponibilità. “fino a mezzogiorno l’A2, poi N fino alle 3 e poi E fino alle 7.00!”
non si può andare avanti così.
la biblioteca non si concilia come spazio per progettare: non si può parlare, fare plastici, disegnare… è e resta una biblioteca! Perchè gli studenti iuav di santa marta per mangiare devono aprire un mutuo? il bar interno alla facoltà “in teoria” dovrebbe avere i prezzi più vantaggiosi, dovrebbe essere quello che fa prezzi “da studenti” invece da noi ha prezzi più alti e cibo surgelato! spesso un panino lo trovi fuori dallo iuav, migliore e più economico, le bibite idem. Le macchinette poi, i prezzi sono come al banco ormai. Per non parlare di come siamo ridotti ora ai magazzini, lo sapete. Un distributore di caffé ogni 600 alunni. Sempre i magazzini: oggi abbiamo deciso l’ennesima raccolta firme perchè si sistemino gli impianti. Vi giuro mi è venuto il torcicollo per il vento che mi sparava quel cazzo di tubo ieri! La raccolta firme in realtà è solo un modo per legittimare il fatto di dare poi l’articolo al gazzettino di venezia. abbiamo un’amica che può
arrivare lì così faremo un po’ di rumore in giro. Spazi di relazione-studio: Zero!
in questa università manca un cazzo di sportello casa!!! con le studentesse erasmus di siviglia abbiamo fatto una figura di merda perchè hanno dovuto vivere in un ostello sulla miranese fino al 31 DI OTTOBRE prima di ottenere una casa PAGANDO L’AGENZIA! avevo detto loro che era abbastanza facile trovare casa qui…
Bisogna appoggiarsi ad uno di quei siti tipo LOQUO ecc.. per far si che gli annunci non siano più cartacei ma soprattutto elettronici. Gli studenti non devono più andare in giro mesi senza tetto a cercare pizzini di carta tra le facoltà. bisogna darci un taglio. Bisogna fare il portale, e poi andare ad attaccare su tutte le bacheche la pubblicità che dica di scrivere gli annunci lì e non in biblioteca dio mio.
ecco credo che nel sito si possa iniziare a trattare di questo, non solo con dei forum.
L’idea sarebbe quella di attaccare manifesti, nelle zone di più visibilità, come appunto le macchinette del caffé ai magazzini, per far si che la gente si renda conto che QUESTI PROBLEMI esistono per tutti e sono tra i reali generatori di malcontento allo iuav. poi potrebbero seguire raccolte firme, ecc… ma questo si vedrà col
tempo.
ci vorrebbe COSì POCO per allestire uno spazio studio (sia in termini di tempo che soldi), una fila di rmadietti con un metodo di prenotazione, uno sportello casa che non siano delle suore o dei preti.
e la prossima volta potremmo rinunciare a un tadao ando che viene a trovarci per una sala studio in più.
Un saluto,
fatemi sapere
Nicolò
“VAUI”
Ragazzi siamo in tanti a PENSARE.. ormai è nato il collettivo vaui di architettura! chiaramente qualunque studente può partecipare. Qui si pensa che la prima cosa necessaria per trovarci e organizzare tutte le richieste e i programmi sia quella di ottenere uno spazio stabile ai ligabue. Stiamo scrivendo una prima lettera ufficiale per ottenerla.
da li poi partirà tutto… grandi progetti!!
5 Comments
CONTRO LA CIECA FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI
Proposta per smuovere la situazione Ligabue con finezza
Ormai ogni giorno si lotta per guadagnarsi un’aula per studiare o lavorare.. propongo di redarre un documento, caricarlo qui nel blog per poterlo condividere e stampare, da far sottoscrivere a chiunque ci nega uno spazio di studio.
sul modello ci sarà scritto:
[io sottoscritto professore iuav " nome cognome "
dichiaro di essere stato costretto ad allontanare studenti iuav dall'atelier n°_ del magazzino n°_ alle ore_:_ da me prenotato per svolgere la mia lezione.
Con solidarietà sono consapevole del fatto che essi saranno impossibilitati a trovare altra sistemazione adeguata alla loro necessità di spazi di studio.
data firma]
a questo modello sarà anticipata una breve relazione del motivo e delle situazione in cui ci troviamo.
mi occuperò di fare un pdf e lo lascerò qui a disposizione di tutti gli studenti in digitale per la stampa.
verranno date inoltre istruzioni al personale di portineria affinchè ad ogni richiesta di aula venga consegnato un modulo simile che registri la richiesta e la mancata soddisfazione della stessa.
La stessa strategia sarà usata anche a chiusura della sede, a richiesta di abbandonare le aule.
[Io sottoscritto personale ata (iuav) "nome cognome" dichiaro di essere stato/a costretto/a ad evacuare studenti iuav dall'atelier n°_ del magazzino n°_ alle ore 19,00 (orario attuale di chiusura della sede) nonostante mi sia stata esplicitata la necessità di utilizzare l'aula per la prosecuzione del loro studio.
Con solidarietà sono conscio/a del fatto che essi saranno impossibilitati a trovare altra sistemazione adeguata.
data firma]
..suggerimenti?
Ovvio che poi queste denunce verranno raccolte, protocollate e quindi discusse in consiglio di facoltà.
La modalità con cui avverrà questa protesta è la seguente:
-In ogni aula, o quasi si potrà trovare, già dalla prossima settimana un plico di questi moduli prestampati (Ale si sta ingegnado per un dispencer…) in cui verrà spiegata l’iniziativa campeggiata da una scritta del tipo”ti serve un aula? oppure “bisogno di spazi?” che attiri l’attenzione.
Il buon fine dell’operazione sarà possibile grazie alla più ampia partecipazione (immaginate in consiglio vedersi riempire il tavolo di testimonianze di cacciata dalle aule…)
Non mi illudo che tutti compiano questa semplice e simpatica operazione (se pur esemplare!), ma almeno verrà suscitato l’interesse di chi, accomodato nel suo silenzio e beato dalla sua fede NON innata per le istituzioni, non avrebbe mai fatto nulla per risolvere il suo legittimo problema, quello di avere un tavolo su cui lavorare.
ora ci si adopera per mettere in bella il tutto…
Prima di raccogliere moduli probabilmente sarebbe meglio chiedere…. Proponiamo di scrivere una lettera da inviare al rettore e agli organi competenti dove sia chiara la situazione attuale delle aule ai magazzini (es. aule chiuse) e dove si richieda una maggiore flessibilita degli spazi in questa struttura. Se che questo ci sara negato da chi gestisce la faccenda sara compito e dovere di tutti noi compilare ogni giorno questi moduli che voi avete preparato fino a che saranno le nostre storie ad arrivare al rettore assieme ai nostri disagi scritti nero su bianco.
non si puo continuare solo a lamentarsi !!!
a me non sembra che ci sia qualcuno che si lamenta allo iuav!
…magari il malcontento fosse espresso invece che codardamente taciuto!!
il livello basso che sta prendendo ora questa università non fa altro che assecondare l’incompetenza di chi ne fa parte