Questo un programma di massima per il Cineforum.
Cinema, architettura, tradizione classica
5 incontri dedicati all’opera cinematografica come strumento e oggetto di ricerca nell’ambito dello studio delle dinamiche culturali
Ospiti/relatori:
Roberto Danese, Mario Martone, Andrea Rodighiero, Margherita Rubino, Gabriele Vacis
Temi e opere:
- Smembramento e vertigine dell’antico
Peter Greenaway, Il ventre dell’architetto, 1987: «L’architecture c’est mettre en oeuvre la Nature».
- Antico onirico, antico fantasma
Federico Fellini, Fellini Satyricon, 1969: «Molte case in costruzione. Ponti. Crolli. Terremoto all’Insula Felix, il terrificante palazzone-grattacielo, immenso, buio, formicolante come la torre di Babele di Breughel. […] Ecco, vorrei fare questo: inventare un mondo romano come se fosse evocato da una stregonesca operazione ectoplasmatica».
- Variazioni sul mito
Reinhold Schünzel, Amphitryon – Aus den Wolken kommt das Glück, 1935
Medea da Pasolini a Lars von Trier
- Architettura peplum
Da Ben Hur a Il Gladiatore
- Oriente, occidente
Pier Paolo Pasolini, Le mura di San’a, 1970: «[…] Ci rivolgiamo all’Unesco – perché aiuti lo Yemen a salvarsi dalla sua distruzione, cominciata con la distruzione delle mura di Sana’a. In nome della scandalosa forza rivoluzionaria del passato».
Gabriele Vacis, Il racconto del Vajont, 1994: “come si costruisce una catastrofe?”
- Città, periferia, altrove
Mario Martone, Teatro di guerra, 1998: « […] Teatro come riflesso della realtà circostante, come terreno aperto all’attraversamento di ciò che la realtà incessantemente porta nella vita anche dal punto di vista sociale, civile. […] Teatro campo aperto. […] Tentativo teatrale di ricostruire, nella contemporaneità, delle polis attraverso cui rileggere i testi antichi».
Matteo Garrone, Gomorra, 2008
Fritz Lang, Metropolis, 1927
- L’architetto e la tradizione
Sidney Pollack, Frank Gehry – Creatore di sogni, 2005: “Studiare le linee della cattedrale di Chartres e Alvar Aalto”
Nathaniel Kahn, My Architect, 2003: “Riportare l’architettura sulla strada maestra indicata dalle grandi rovine”